Animals

PIGS ON THE WING (pt.1)

Se non ti fosse importato di cosa accadeva a me E se io non mi fossi interessato di te Avremmo zigzagato per la nostra strada Attraverso la noia e il dolore Casualmente sbirciandoci Attraverso la pioggia Chiedendoci di quale bastardo sia la colpa E guardando i maiali con le ali
Così comincia Animals, uno dei dischi più particolari dei Pink Floyd. Animals è un disco con un sound e dei testi particolarmente "violenti" ma, come vedremo tra poco, narra una storia ben definita. Infatti si può dire che l’album sia una sorta di "esposizione analitica" delle indecisioni interiori dell’autore (Waters). Il tutto è reso affascinante da una struttura "Orwelliana" in cui si raffigura l’umanità come una "fattoria" di animali.
Il disco parte con un’incantevole pezzo acustico, "Pigs on the wings pt.1", ballata-elogio all’unica presenza che risolleverà le sorti del disco, altrimenti incredibilmente pessimista: l’amore. "Cosa saremmo senza preoccuparci l’uno dell’altro?", chiede un accorato Waters. La risposta è "Aspetteremmo che l’impossibile accada", data tramite la proposizione "watching for pigs on the wing", tipicamente inglese. Aspetteremmo cioè, che la nostra vita cambi da sola, ed è un evento non destinato a realizzarsi.

DOGS

Devi essere pazzo, Devi avere un serio bisogno Devi dormire in punta di piedi E quando stai per strada Devi esser capace di scegliere la preda facile Ad occhi chiusi E poi muoverti silenzioso, Sottovento e fuori vista, Devi colpire al momento giusto, Senza pensarci. E dopo un po' Potrai lavorare sui dettagli di stile Come la cravatta del club, E la salda stretta di mano Uno sguardo sicuro negli occhi E un sorriso facile Devi ottenere la fiducia Della gente a cui menti Così quando ti girano le spalle Avrai occasione d'affondare il coltello Devi tenere un occhio A guardarti alle spalle Lo sai, diventerà difficile sempre e sempre più difficile Mentre invecchi E alla fine ammucchierai su tutto E migrerai a sud Nasconderai la tua testa nella sabbia Un altro uomo vecchio e triste Tutto solo, che muore di cancro
I cani sono la prima specie animale che Waters individua. I cani sono persone tracotanti e spavalde, che approfittano delle situazioni e delle persone circostanti per ottenere dei vantaggi unicamente personali. E’ chiaro quindi che si deve azzannare più prede possibili per orgoglio personale e per fare carriera, prima di diventare troppo vecchio. Waters traccia un’immagine molto nitida e definita della specie, e prevede quella che ne sarà l’inevitabile fine: morire da solo, poiché si è sfruttato tutto e tutti.
E quando perdi il controllo, Raccoglierai ciò che hai seminato E mentre cresce la paura, Il sangue cattivo rallenta e si pietrifica Ed è troppo tardi per liberarsi del peso Che eri solito scagliare in giro Così, fai un buon annegamento Mentre vai giù Tutto solo, Trascinato a fondo dalla pietra
In questo bellissimo passaggio della canzone, si evidenzia che la solitudine e la quantità delle angherie compiute rallenteranno il sangue di chi le ha procurate. Ed alla fine il sangue si fermerà e si tramuterà in pietra, il cui peso farà affondare e morire il cane, oppresso da ciò che ha accumulato.
Devo ammettere D'essere un po’ confuso A volte mi sembra Come se proprio fossi stato usato Devo star sveglio, tentare e scuotermi di dosso Questo malessere strisciante Se non mi reggo in piedi Come posso trovare la mia via D'uscita da questo labirinto? Sordo, muto e cieco, Continui semplicemente a pretendere Che tutti siano sfruttabili E che nessuno abbia un vero amico E ti pare che la cosa da fare Sia isolare il vincitore E tutto è fatto alla luce del sole E in cuor tuo credi che ognuno sia assassino
Questo è un passaggio veramente importante per capire l’album. Infatti, se si nota bene, qui la canzone passa in prima persona (Dal "you" al " I " ). Perché questo passaggio?
In questo punto abbiamo la presa di posizione dell’autore, che passa dalla fase puramente descrittiva della specie canina ad una più personale. Waters infatti dice "Devo star sveglio, tentare di scuotermi di dosso questo malessere strisciante" e questo evidenzia chiaramente come Waters si identifichi in un cane. Il passaggio narra con chiarezza la presa di conoscenza del futuro a cui lui sarà destinato se non dovesse intervenire: morire trascinato a fondo dalle proprie colpe. Ecco che l’autore dice di volersi reggere in piedi per tentare di uscire da questo "labirinto" dalla fine segnata, anche se intorno a lui tutti gli altri cani continuano a dirgli "Che tutti siano sfruttabili e che nessuno abbia un vero amico". Ma Waters ha capito cosa gli sta accadendo e quale sia la triste vita di un cane, ed ha intenzione di rimediare e di non vivere sulle spalle del prossimo. Si considera quindi "vincitore", anche se questa constatazione gli costerà l’allontanamento dal branco (pensi che l’unica cosa da fare sia isolare il vincitore).
Chi è nato in una casa piena di dolore Chi è stato educato a non sputare nel ventilatore Chi ha sentito dall'uomo cosa deve fare Che è stato spezzato da personale addestrato Chi è stato sistemato con collare e catena Chi ha ricevuto una pacca sulle spalle Chi era pronto a uscire dal branco Chi è solo uno straniero in casa propria Chi è alla fine è stato schiacciato Chi è stato trovato morto al telefono Chi è stato trascinato giù dalla pietra
Così si conclude il secondo brano del disco: un elenco di tratti salienti della vita di un cane. Da questi versi si intravede che molto spesso c’è qualcuno che "addestra" il cane e che decide quali siano i suoi compiti e cosa lui debba fare. Ma chi sono questi "ammaestratori"?

PIGS (3 DIFFERENT ONES)

Sono loro gli "ammaestratori" di cui si parlava nella precedente canzone: animali, come vedremo, considerati da Waters ancora più pericolosi dei cani.
Pezzo grosso, uomo-maiale Ah ah, sei una sciarada Ben pasciuto e ben vestito Ah ah, sei una sciarada E quando tieni la mano sul cuore Fai quasi venir da ridere Più o meno un giullare Con la testa cacciata nel trogolo Mentre dici "Continuate a scavare" Macchie porcine sul mento adiposo Che cosa speri di trovare? Quando sei giù, nella miniera dei porci Fai quasi venir da ridere Fai quasi venir da ridere Ma in verità ci sarebbe da piangere
Con i maiali Waters identifica una specie ben definita di persone: tutti quelli che vivono con una soluzione preconfezionata ai problemi e che in luce di ciò si eleggono come leader, anche se in realtà sono persone traumatizzate da problemi interiori fino al punto di tramutarli in angherie verso il prossimo. Nel mirino di Waters ci sono le strutture di potere e, in questa prima strofa, i loro componenti che si preoccupano "di tenere la testa nel trogolo", gonfi del loro patriottismo, mentre gli altri sono mandati a scavare.
Fermata d’autobus, borsa di topo Ah ah, sei una sciarada Tu, fottuta vecchia megera Ah ah, sei una sciarada Tu irradi freddi dardi di vetri rotti Sei quasi esilarante Vali quasi un ghigno veloce Ti piace il sapore dell'acciaio Sei eccitante con lo spillone nei capelli E un bel divertimento con la pistola in mano Fai quasi venir da ridere Fai quasi venir da ridere Ma in verità ci sarebbe da piangere
Seconda specie di maiale: nell’immaginario Watersiano un altro tipo di autorità è rappresentata da coloro che si schierano con fermezza e violenza nelle loro posizioni, condannando chiunque si azzardi a non pensarla come loro. Probabilmente nella testa del bassista l’immagine che volteggiava era quella di Margaret Thatcher, che alla fin fine rimarrà per molto tempo nella hit-parade delle persone detestate da Waters. E proprio secondo lui ci sarebbe davvero da ridere nel vedere questo tipo di persone dimenarsi così tanto per le loro questioni, se non fosse che per colpa loro tutte le specie animali ne vengono traviate. Così si delinea la devastante capacità dei maiali di sottomettere al loro volere.
Ehi tu, Whitehouse Ah ah, sei una sciarada Orgogliosa della casa, topo di città Ah ah, sei una sciarada Cerchi di tener fuori i nostri sentimenti dalla strada Sei quasi una vera delizia Tutta labbra serrate e piedi freddi Ti senti forse stuprata? Devi arrestare l'onda del male E farcela tenere tutta dentro Mary, sei quasi una delizia Mary, sei quasi una delizia Ma in verità ci sarebbe da piangere
L’ultimo tipo di maiale ha addirittura un nome ed un cognome: Mary Whitehouse. Giocando anche sul doppio senso del cognome (White House - Whitehose) a fare la parte del cattivo stavolta è la presidentessa della National Viewers and Listeners Associations. Colpevole di aver contribuito all’introduzione della censura nel mondo della radio e della televisione, ha anche sostenuto una battaglia contro di svariati gruppi musicali (anche i Pink Floyd), rei di diminuire il perbenismo inglese e di promuovere libertà sessuali e uso di stupefacenti. Ecco che Waters si scaglia su di lei con ferocia imputandole di "togliere i sentimenti dalle strade". Waters è qui preoccupato. Da cane "redento" ed ormai distante dalla propria specie, di certo non può trovare aiuto in una specie come quella dei maiali, colpevole anzi delle falle del mondo odierno. E’ quindi destinato a trovare un’altra specie in cui identificarsi in questo suo strano "smarrimento animale".

SHEEP

Trascorri innocua il tuo tempo al pascolo lontano Solo vagamente conscia d’un certo disagio nell’aria Ti conviene stare attenta Potrebbero esserci cani in giro Ho guardato oltre il Giordano e ho visto Le cose non sono come sembrano Cosa ottieni per fingere che il pericolo non sia reale? Sottomessa e obbediente segui il capo Attraverso corridoi affollati, nella valle d'acciaio Che sorpresa! Uno shock estremo nei tuoi occhi Ora le cose sono come sembrano No, questo non è brutto sogno
Le pecore sono un animale sommesso e svogliato. Il loro compito è quello di pascolare, stare attente ai cani, obbedire al padrone e aspettare di passare il Giordano (nell’antico testamento è il fiume che separa il popolo dalla terra promessa), vale a dire aspettare di morire ed andare in paradiso. Ma la realtà dipinta da Waters è più cruda: non esiste paradiso, ma unicamente un luogo in cui la dipartita corrisponde al creare quanta più carne da macello possibile per il padrone.
Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà Mi fa stendere giù e mi fotte Attraverso verdi pascoli mi conduce Presso le acque silenti Con coltelli lucenti innalza la mia anima Mi fa penzolare da ganci in luoghi alti Mi converte in cotolette d'agnello Perché vedete, Egli ha grande forza, e grande fame Quando il giorno giungerà, noi umili Attraverso quieta riflessione e somma dedizione Possiederemo l'arte del karatè Guardate, noi sorgeremo E faremo sgorgar lacrime dagli occhi dei bastardi
In fin dei conti è la specie meno dannosa, ma Waters punta il dito contro la loro religione (giocando ereticamente sul salmo 23 dell’ecclesiaste) composta di fatti dati per scontati e di pericoli non imminenti, creata apposta per servire il padrone del gregge. Qui il Waters-cane ha il lampo di genio: questa informe massa di pecore potrebbe avere la meglio su tutte le altre specie se avesse il pensiero di coalizzarsi e scagliarsi contro i propri padroni per guadagnarsi la libertà. Waters quindi capisce che benché la razza ovina sia quella più debole, grazie al suo numero ed al fatto che non ha niente da perdere, può essere quella più pericolosa. E basterebbe riflettere un po’ (attraverso quieta riflessione e somma dedizione) e capire che una coalizione tra pecore potrebbe mettere in ginocchio tutto il sistema Maiale-Cane (E faremo sgorgar lacrime dagli occhi dei bastardi). Waters-cane così trova uno schieramento nel quale associarsi e in cui prospettare i suoi ideali, in qualità di cane "redento". La battaglia ha così inizio e la ribellione si scaglia contro tutti i baluardi di potere:
Belando e balbettando cadde sul suo collo con un urlo Orde su orde di vendicatori dementi Marciano allegri fuori dall’oscurità e dentro il sogno Hai sentito le novità? I cani sono morti! Ti conviene stare a casa E fare ciò che ti viene detto Via dalla strada, Se vuoi diventar vecchio
E la rivoluzione riesce, il sogno si realizza, i cani sono morti. Tutto sembra avere un lieto fine. Ma per Waters c’è un problema: benché lui abbia appoggiato la rivoluzione, rimane pur sempre un cane nella fisionomia e nell’aspetto, anche se "redento". Una pecora si avvicina al Waters e gli fa notare che qualunque cosa faccia, all’esterno lui rimarrà fisicamente un cane, e gli dà un consiglio: restare a casa e fare ciò che gli viene ordinato, se vuole continuare a vivere. E’ il triste prezzo che dovrà pagare per la sua natura.

PIGS ON THE WING (pt.2)

Tu sai che mi interessa ciò che ti accade E so che anche tu t’interessi a me Così non mi sento solo Né sento il peso dalla pietra Ora che ho trovato un luogo sicuro Per nascondere il mio osso E anche uno stupido sa Che un cane ha bisogno di una casa Un riparo dai maiali che volano
Sebbene il prezzo da pagare sia elevato c’è qualcosa che si è ottenuto tramite tutto questo passaggio. Ora il Waters-cane ha realizzato il suo progetto di disfarsi del proprio ammaestramento, ed ora vive la propria quotidianità con qualcuno a cui vuole bene. In questo modo, il peso delle proprie sofferenze è scomparso e non si dovrà più attendere che l’impossibile accada.

L’album finisce qui, proprio come era cominciato, con una strofa sull’amore. Ma c’è una cosa su cui non ci siamo soffermati: perché Waters si sente un cane?
Devo ammettere che dare una risposta a questa domanda è stato difficile. E’ stato solo con l’uscita del DVD documentario di Dark Side of The Moon che la cosa si è svelata.
In un’intervista Roger dice: "E’ stato un grosso problema per me il successo. Ora avevo tutti quei soldi che contrastavano con i miei ideali sociali. Quando hai una cifra del genere devi decidere se tenerla per te o investirla: in qualsiasi caso sei diventato un capitalista."
Con un po’ d’analogia si intravede come il cane-capitalista-Waters sia in realtà molto più vicino col pensiero alla pecora, ovvero alla gente più comune che non dispone di mezzi, e vuole aiutarla a "disfarsi" dei capitalisti e del loro potere economico. Ma, come alla fine di Sheep, sarà costretto a negare la propria verità.
Questo problema andrà avanti in Waters fino alla sua dipartita dai Floyd, ed in particolar modo all’uscita di Radio KAOS, dedicato espressamente "a chi si ritrova alla violenta fine del monetarismo".

Traduzioni e commento a cura di Stefano "REG" Zanca