INTERVISTE > Interviste di Roger Water e/o i Pink Floyd
Q: Di chi è l'idea di portare "The Wall" a Broadway?
RW: Beh, sono stato contattato da Harvey Weinstein e Tommy Mottola la scorsa estate. Così sono andato e ho avuto un incontro con loro a New York. Ho già giocato un po' con l'idea per qualche anno. Penso che Harvey ha cercato di entrare nella produzione di Broadway per qualche tempo. Penso abbiano investito negli show di Broadway per qualche tempo. Harvey è un uomo di musica. Credo che la sua formazione originaria è nella radio dell'Albania. Viene dal background del Rock'n'roll.
Q:Di cosa parla "The Wall"?
RW: Riguarda una sorta di alienazione autoimposta. Riguarda l'essere troppo impaurito per aprirsi all'altra gente. Riguarda il modo in cui la paura ci aliena dai nostri colleghi. E' largamente autobiografico. Nel disco e nel film, ho preso in prestito dalle vite altrui. C'è anche un pizzico di Syd Barrett. Non ricordo di aver gettato un TV dalla finestra (come nel film). Quello è qualcosa preso dai Led Zeppelin.
Q: Dopo il successo del film e dell'album, perchè hai deciso di portare "The Wall" a Broadway?
RW: La motivazione è principalmente che sia il disco che il film, orgoglioso di loro come sono, beh, sono profondi. Resistono. Non ci sono risate da nessuna parte. Non ci sono molte battute. L'humor è una parte importante della mia vita. Penso sia parte della vita del personaggio centrale nel film, Pink. Ci sarà parecchio più humor nella versione di Broadway.
Q: Che differenze ci sarano tra la messa in scena e il film?
RW: Non credo la messa in scena assomiglierà nemmeno un po' al film. Una situazione in cui tu hai musica dal vivo è molto diversa dall'essere seduto al cinema. Ho scritto ad episodi. Ho provato a tirar fuori dell'humor dal mio baule. Ho parlato con Adrian Noble per la regia. Era il direttore del royal Shakespeare. Ha diretto "Chitty Chitty Bang Bang" a Londra. Un'altra persona coinvolta è un giovane scrittore inglese Lee Hall. Lee Hall mi sta aiutando a scrivere. Ha scritto parecchio per la radio in Inghilterra. Ha scritto parecchio per teatro.
Q: Chi saranno gli attori?
RW: Non ne ho la più pallida idea. Non ho nemmeno cominciato a pensare al casting. La prima cosa è buttare giù la storia.
Q: Quali brani saranno suonati?
RW: Beh, Penso la maggior parte dei brani di "The Wall". E qualche altra canzone:"Money" e "Have a Cigar."
Q: Verrà suonata qualcuna delle tue prime canzoni come quelle presenti in "Pink Floyd at Pompeii"?
RW: Ne dubito. Se guardi, c'è una piccola scena dove Adrian Maben,il regista, mi ha chiesto:"Cos'è la musica?" e io sono rimasto immobile. L'ho guardato per un bel po' di tempo. Poi ho detto "Cosa intendi?" e ho fatto una tirata dalla sigaretta. Mi stavo rifiutando d'essere intervistato. E' una specie di strano humor. Quello è il tipo di Pink che voglio che la gente veda in teatro - una specie di strano inglesismo del personaggio. E' una specie di particolare humor inglese.
Q: Quando verrà fatta la prima e in che teatro?
RW: Non ne ho idea. Stiamo solamente tentando di trovare il cuore e l'anima della storia. La musica sappiamo essere potente. Questo è un fatto. Voglio realmente far sorridere la gente.
Q: Stai tentando di portare la storia in un'altra direzione?
RW: Non penso che stiamo portando The Wall in un'altra direzione diversa. Penso di star provando ad illuminare un'altra faccia della personalità di Pink. E' molto difficile empatizzare con lui nel film. E se non puoi empatizzare con lui, non può aiutarti a capire la vita.
Q: Ci saranno effetti speciali?
RW: E' molto difficile che non ce ne siano. E quando sei in permanenza nel teatro, ti da il tempo di affinare la cosa. Sono molto eccitato da questo - stare in un posto e portare l'illuminazione e gli effetti speciali alla perfezione.
Q: Come pensi che la produzione verrà fuori?
RW: Sto provando a non pensarci. Entri in un grande giro di domande. Primo, dovremo vederla in bianco e nero su pagine.Ora siamo proprio nel mezzo del lavoro. Può darsi prorio a metà. Si, parte di esso mi fa divertire.
Q: Puoi accennarmi qualcosa del materiale?
RW: Non svelerò nulla.
Q: Sei nervoso per la produzione?
RW: Certo che lo sono. Sì, ovvio che io sia nervoso. E' un puzzle. Ci sono un sacco di molto, molto difficili domande che hanno bisogno di risposta sia che la gente lo vada a vedere o no. Non possiamo semplicemente riprodurre ciò che la gente già conosce. Sarebbe ottuso. Sarebbe solo un'avventura commerciale. Ma ravvivarlo portandoci divertimento lo renderebbe più gradevole per il teatro. Penso che il messaggio - ciò che "The Wall" ci dice - è ancora importante 20 anni dopo.
Q: Qualcuno dei tuoi originari compagni di gruppo stanno contribuendo al progetto?
RW: No
Q: Sei in contatto con qulcuno dei tuoi originari compagni di gruppo?
RW: Ho pranzato con Nick di recente. Era a New York per firmare i libri. Abbiamo riacceso la nostra amicizia. Ne sono molto felice. Non ho mai visto Dave o Rick. Abbiamo molto poco in comune.
Q: Vivrai a New York durante la produzione di The Wall?
RW: Passerò un sacco di tempo a Manhattan. Ci ho già passato parecchio tempo.
RW: Beh, sono stato contattato da Harvey Weinstein e Tommy Mottola la scorsa estate. Così sono andato e ho avuto un incontro con loro a New York. Ho già giocato un po' con l'idea per qualche anno. Penso che Harvey ha cercato di entrare nella produzione di Broadway per qualche tempo. Penso abbiano investito negli show di Broadway per qualche tempo. Harvey è un uomo di musica. Credo che la sua formazione originaria è nella radio dell'Albania. Viene dal background del Rock'n'roll.
Q:Di cosa parla "The Wall"?
RW: Riguarda una sorta di alienazione autoimposta. Riguarda l'essere troppo impaurito per aprirsi all'altra gente. Riguarda il modo in cui la paura ci aliena dai nostri colleghi. E' largamente autobiografico. Nel disco e nel film, ho preso in prestito dalle vite altrui. C'è anche un pizzico di Syd Barrett. Non ricordo di aver gettato un TV dalla finestra (come nel film). Quello è qualcosa preso dai Led Zeppelin.
Q: Dopo il successo del film e dell'album, perchè hai deciso di portare "The Wall" a Broadway?
RW: La motivazione è principalmente che sia il disco che il film, orgoglioso di loro come sono, beh, sono profondi. Resistono. Non ci sono risate da nessuna parte. Non ci sono molte battute. L'humor è una parte importante della mia vita. Penso sia parte della vita del personaggio centrale nel film, Pink. Ci sarà parecchio più humor nella versione di Broadway.
Q: Che differenze ci sarano tra la messa in scena e il film?
RW: Non credo la messa in scena assomiglierà nemmeno un po' al film. Una situazione in cui tu hai musica dal vivo è molto diversa dall'essere seduto al cinema. Ho scritto ad episodi. Ho provato a tirar fuori dell'humor dal mio baule. Ho parlato con Adrian Noble per la regia. Era il direttore del royal Shakespeare. Ha diretto "Chitty Chitty Bang Bang" a Londra. Un'altra persona coinvolta è un giovane scrittore inglese Lee Hall. Lee Hall mi sta aiutando a scrivere. Ha scritto parecchio per la radio in Inghilterra. Ha scritto parecchio per teatro.
Q: Chi saranno gli attori?
RW: Non ne ho la più pallida idea. Non ho nemmeno cominciato a pensare al casting. La prima cosa è buttare giù la storia.
Q: Quali brani saranno suonati?
RW: Beh, Penso la maggior parte dei brani di "The Wall". E qualche altra canzone:"Money" e "Have a Cigar."
Q: Verrà suonata qualcuna delle tue prime canzoni come quelle presenti in "Pink Floyd at Pompeii"?
RW: Ne dubito. Se guardi, c'è una piccola scena dove Adrian Maben,il regista, mi ha chiesto:"Cos'è la musica?" e io sono rimasto immobile. L'ho guardato per un bel po' di tempo. Poi ho detto "Cosa intendi?" e ho fatto una tirata dalla sigaretta. Mi stavo rifiutando d'essere intervistato. E' una specie di strano humor. Quello è il tipo di Pink che voglio che la gente veda in teatro - una specie di strano inglesismo del personaggio. E' una specie di particolare humor inglese.
Q: Quando verrà fatta la prima e in che teatro?
RW: Non ne ho idea. Stiamo solamente tentando di trovare il cuore e l'anima della storia. La musica sappiamo essere potente. Questo è un fatto. Voglio realmente far sorridere la gente.
Q: Stai tentando di portare la storia in un'altra direzione?
RW: Non penso che stiamo portando The Wall in un'altra direzione diversa. Penso di star provando ad illuminare un'altra faccia della personalità di Pink. E' molto difficile empatizzare con lui nel film. E se non puoi empatizzare con lui, non può aiutarti a capire la vita.
Q: Ci saranno effetti speciali?
RW: E' molto difficile che non ce ne siano. E quando sei in permanenza nel teatro, ti da il tempo di affinare la cosa. Sono molto eccitato da questo - stare in un posto e portare l'illuminazione e gli effetti speciali alla perfezione.
Q: Come pensi che la produzione verrà fuori?
RW: Sto provando a non pensarci. Entri in un grande giro di domande. Primo, dovremo vederla in bianco e nero su pagine.Ora siamo proprio nel mezzo del lavoro. Può darsi prorio a metà. Si, parte di esso mi fa divertire.
Q: Puoi accennarmi qualcosa del materiale?
RW: Non svelerò nulla.
Q: Sei nervoso per la produzione?
RW: Certo che lo sono. Sì, ovvio che io sia nervoso. E' un puzzle. Ci sono un sacco di molto, molto difficili domande che hanno bisogno di risposta sia che la gente lo vada a vedere o no. Non possiamo semplicemente riprodurre ciò che la gente già conosce. Sarebbe ottuso. Sarebbe solo un'avventura commerciale. Ma ravvivarlo portandoci divertimento lo renderebbe più gradevole per il teatro. Penso che il messaggio - ciò che "The Wall" ci dice - è ancora importante 20 anni dopo.
Q: Qualcuno dei tuoi originari compagni di gruppo stanno contribuendo al progetto?
RW: No
Q: Sei in contatto con qulcuno dei tuoi originari compagni di gruppo?
RW: Ho pranzato con Nick di recente. Era a New York per firmare i libri. Abbiamo riacceso la nostra amicizia. Ne sono molto felice. Non ho mai visto Dave o Rick. Abbiamo molto poco in comune.
Q: Vivrai a New York durante la produzione di The Wall?
RW: Passerò un sacco di tempo a Manhattan. Ci ho già passato parecchio tempo.