INTERVISTE > Interviste di Roger Water e/o i Pink Floyd

Incontrai Etienne Roda-Gil nel '68 tramite il mio amico Phillipe Constantine quando
risuonava lo spaccarsi di teste rotte alla Convention Democratica di Chicago,
il tonfo vuoto di ciottoli lanciati nelle strade attorno Sorbonne e
lo sbattere ferreo degli zoccoli dei cavalli della polizia a Grosvenor Square.
Piuttosto ingenui, ma in quel rigoglìo di giovinezza,
Decidemmo in silenzio allora
di incidere un segno sulla sabbia,
Radicati nell'idea che sia musica che parole possono
Illuminare il cuore degli uomini.
Venti anni più tardi Etienne, innumerevoli testi, due bambini e due
romanzi dopo, e Phillipe, la mia roccia al Pathe Marconi/EMI in tutti questi anni,
campione dell'ecumenico e libero, s'avvicinarono a me con una strana richiesta.
Etienne, assieme al sua moglie Nadine, portò alla vita un testo illustrato;
Un libretto di cinquanta pagine;
Un Opera sulla Rivoluzione Francese, “Ça Ira”.
Avrei voluto musicarla?
"Cosa significa? Ça Ira” chiesi.
"E' il futuro di Ca va,
e letteralmente significa 'andrà' "
"Ci deve essere qualcos'"altro" oltre quel significato" dissi.
E c'è.
Quindici anni sono passati e il lavoro è finito.
Ho viaggiato attraverso i loro testi e banchettato al tavolo con la loro integrità e amore.
Ho guardato sulla strada la grigia parata della Storia che scorreva.
Le lezioni dimenticate. I divulgatori di estrema egemonia politica e religiosa,
Sia nostra che loro, continuano a macellare l'innocente
Nel nome di Dio e Libertà.
Ma lo stratagemma della paura è sempre più allo scoperto. Il dolce senno aspetta.
I ragazzi rinchiusi da soli nelle loro torri di fede sbraitano;
Il mantello di un giusto divino, per massimizzare il profitto ad ogni costo,
pende consunto e indecoroso nella nuova luce dell'alba.
Etienne Roda-Gil e Phillipe Constantine morirono tutti prima del previsto,
ma non prima di incidere un segno sulla sabbia.
Quell' "altro" che c'è in “Ça Ira”.
E' questo.
C'è Speranza.